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1980: la leggenda comincia…

Quando il Golden Gala viene inserito per la prima volta nel calendario internazionale, nessuno può sapere che quella di Roma sarà l’unica occasione di confronto fra tutti i campioni del pianeta, racchiusi in una notte stellare. Il boicottaggio olimpico di Mosca è ancora di là dall’essere progettato, Roma attende la manifestazione non senza qualche patema perché è da tempo che la grande atletica non approda nella Capitale. Inoltre si teme che il pubblico si mostri poco incline ad applaudire senza espressioni di tifo calcistico i campioni convenuti. Nulla di tutto ciò: dopo il “flop” olimpico, Roma restituisce un sorriso al mondo dell’atletica e dello sport tutto, con una serata rimasta nella storia di questo sport.

A dirlo sono i numeri: sessantamila spettatori: primati mondiali tentati nel salto con l’asta e nelle due prove dell’alto, tre record italiani con Dorio, Menna e Scartezzini, due martellisti oltre gli 80 metri, ben 20 saltatori oltre i 2,15, 11 primati dello stadio e 5 del territorio italiano. Risultati che ancora oggi farebbero di qualsiasi manifestazione uno dei migliori meeting mondiali Nei 100 un giovanissimo Carl Lewis s’inchina all’americano Floyd in 10.20 contro i 10.23 del futuro figlio del vento, nei 200 Mennea infiamma il pubblico correndo in 20.01 e stracciando il giamaicano Quarrie. Nei 5000 vinti dal keniano Koskei in 13:30.8 quarto è un giovanissimo Cova in 13:40.4. Nei 3000 siepi Scartezzini sorprende tutti correndo in 8:12.5 e venendo battuto dal solo keniano Kip Rono in 8:12.0.

La gara dell’alto è straordinaria: i tedeschi ovest fanno tripletta con Moegenburg, Thranhardt e Nagel, ma sono ben 11 a valicare i 2,20. Nell’asta il francese Vigneron sale a 5,70, nel martello il tedesco ovest Riehm lancia a 80,78 e si prende una platonica rivincita sul russo Syedikh che non aveva potuto affrontare a Mosca. Fra le donne la Simeoni non delude, anzi fa impazzire il pubblico arrivando a 1,98 ridicolizzando le avversarie. Nei 1500 l’olimpionica sovietica Kazankina proietta al record la Dorio che le rimane attaccata alle caviglie, scendendo così sotto i 4 minuti. Nei 100, sesta arriva una giovanissima Merlene Ottey, alla prima di una serie di presenze infinita.

<i>Nella foto: il giro d’onore di Gabriella Dorio, acclamata dal pubblico romano (archivio Fidal)</i>

 

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