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1982: i protagonisti sono i nostri
Il Golden Gala torna a distanza di due anni, inframmezzati da un’edizione storica della Coppa del Mondo, la prima a nove corsie (per la quale la pista dell’Olimpico viene allargata appositamente, primo caso al mondo). Il meeting romano arriva dopo gli Europei di Atene e il suo cast, privo delle stelle americane già tornate in patria e, all’ultimo momento, disertato anche da sovietici e tedeschi est, non lascia presagire nulla di buono. Ma il pubblico ci crede e si presenta in massa: non sono i numeri della prima edizione, ma sono più di ventimila gli spettatori sugli spalti. E la loro fiducia viene ripagata adeguatamente.
Sono questa volta gli italiani a tenere alto il cartellone: arrivano due record assoluti e uno juniores, a dimostrazione che l’atletica italiana vive un momento felice ed è in rampa di lancio. Il primo record è opera di Fausta Quintavalla: agli Europei non aveva superato le qualificazioni, a Roma si vendica con un lancio che tocca la fettuccia dei 64 metri, misura di assoluto valore internazionale. E pensare che era arrivata appena in tempo con il treno… L’altro primato è di Margherita Gargano, che nei 3000 sostituisce adeguatamente la ritirata Dorio e rimane incollata alla rumena Puica per chiudere in 8:46.31, coronando una caccia al record che era diventata per lei un’autentica ossessione.
Pierfrancesco Pavoni è il nome nuovo della velocità ancora junior, arriva dall’argento europeo dei 100. A Roma si esibisce nei 200 e coglie il primato juniores in 20.87, arrivando dietro l’americano Butler (20.68) e togliendo il record a un certo Pietro Mennea, anche se solo per un centesimo. Anche Cova non può mancare e festeggia da par suo il titolo europeo aggiudicandosi i 3000 davanti all’austriaco Millonig, con il quale ad Atene c’era stata qualche frizione risolta nel modo migliore, in pista. Anche gli stranieri non stanno a guardare: nei 1500 il tedesco ovest Wessinghage pur senza l’ausilio di lepri sfiora il mondiale correndo in 3:32.85, nell’asta il francese Bellot dopo aver battuto Vigneron e valicato i 5,70 tenta il mondiale senza fortuna, nei 200 femminili vince in 22.80 la ceka Kratochvilova: è vero, si dedica abitualmente a 400 con proiezione sugli 800, ma anche la velocità è il suo pane…

<i>Nella foto: Fausta Quintavalla in azione nel lancio del giavellotto, per lei un recors sorprendente (archivio Fidal)</i>
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