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1986: Mei fa penare il grande Aouita

Per il secondo anno consecutivo il Golden Gala è abbinato alla finale del rand Prix, ma questa volta gli organizzatori devono fare i conti con un ospite indesiderato: la pioggia, abbattutasi su Roma per tutta la mattinata e il primo pomeriggio. Quando ormai si dispera sull’effettuazione della riunione, Giove Pluvio accetta di dare una tregua, la nuovissima pista pronta per i Mondiali dell’anno successivo si asciuga in un batter d’occhio e il Golden Gala mantiene nel complesso fede alle sue promesse, accogliendo oltre 40 mila spettatori decisamente soddisfatti dello spettacolo loro offerto.

La lotta per la vittoria nella classifica finale del circuito infiamma la serata. In campo maschile il sovietico Syedikh prova a ribaltare la graduatoria favorevole al marocchino Aouita, ma la sfida nel martello con il connazionale Litvinov si risolve a favore di quest’ultimo con 84,88, primato sul suolo italiano. E questo non è che il primo di una serie di acuti, che passano per il 10.02 del canadese Ben Johnson nei 100 (altro primato per il nostro Paese) davanti al nigeriano Imoh (10.08) e al britannico Christie (10.15), grandi prestazioni che però nel corso degli anni perderanno gran parte del loro fascino. Nei 400 femminili la tedesca est Marita Koch domina in 49.17, tempo straordinario che le permette di stracciare l’americana Brisco Hooks, finita a oltre un secondo ma poi capace di riscattarsi sui 200 vinti in 22.30 davanti per un centesimo all’altra americana Ashford. Nel peso maschile arriva un 21,67 del tedesco est Timmermann con Andrei terzo con 21,20. Impressiona nell’alto il russo Paklin, 2,34, mentre nel triplo l’americano Conley approda a 17,16 battendo un ottimo Badinelli, che con 16,82 si merita gli applausi convinti del pubblico romano, che nei 5000 sospinge a gran voce il neocampione europeo Stefano Mei nell’impossibile impresa di sfidare Aouita, che pur febbricitante la spunta in 13:13.13 davanti allo spezzino (13:14.29).

Fra le donne il Grand Prix va alla bulgara Donkova, specialista dei 100hs che però rischia grosso nell’appuntamento conclusivo, vincendo per soli 2 centesimi (12.47 contro 12.49) contro la connazionale Zagorcheva. L’unica che poteva insidiarla è la tedesca est Felke, che nel giavellotto dovrebbe però fare il mondiale ma ne rimane lontana, 70,64 per lei. Molto apprezzata la gara dei 1500 con la russa Samoylenko che strapazza la rumena Puica, vincendo in 4:02.71. La prova generale per i Mondiali è superata brillantemente, Roma resta nell’elite dei meeting internazionali.

 

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