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1989: A Pescara pochi acuti e tanta pioggia

Il peregrinare del Golden Gala lo porta a Pescara e, complice una serata particolarmente uggiosa, gli regala uno dei momenti più difficili della sua storia. Il pubblico è scarso, i risultati non sono all’altezza delle passate stagioni e la manifestazione italiana, alle porte del suo decennale, rischia la retrocessione dal Grand Prix. A tenerlo a galla è soprattutto la bellissima gara dei 1500, una delle migliori di sempre, nella quale il somalo Abdi Bile approda alla miglior prestazione mondiale in 3:31.20 pilotando altri atleti ad ottenere, come lui, il primato nazionale. Fra questi si distinguono io giovane keniano Wlfred Kirochi (3:32.57) e soprattutto Gennaro Di Napoli che con una saggia condotta di gara e un notevole finale in crescendo chiude terzo in 3:32.98, togliendo il primato a Stefano Mei che, da parte sua, si fa ben valere sui 5000 metri, chiusi al terzo posto in 13:29.47 proprio davanti a Panetta, nella gara vinta dall’americano Maree in 13:24.08.

E’ una serata difficile e le prestazioni generali ne risentono: nei 200 il brasiliano Da Silva mantiene la sua imbattibilità, ma vince in un “normale” 20.24 davanti a Tilli, che almeno in 20.52 si prende la soddisfazione di arrivare davanti a tutti gli europei migliori del momento. Il britannico Jackson nei 110hs pasticcia al punto da abbattere ben sette ostacoli e finire solo quarto nella gara vinta dall’americano Campbell in 13.49. Nell’asta torna Bubka, ma lo zar non regala voli stratosferici al pubblico e si ferma a 5,65, comunque sufficiente per vincere. Alla fine fra tante gare spicca il giavellotto, dove almeno il britannico Backley fa volare il suo attrezzo oltre gli 81 metri (81,98) che è sempre un bel guardare…

Fra le donne è più una sconfitta ad essere degna di notizia che una vittoria: la bulgara Kostadinova rimane ancorata nell’alto a 1,84, misura per lei di ordinaria amministrazione anche in allenamento, e lascia libera la casella della vittoria che viene occupata dalla rumena Astafei con 1,94 Sono proprio le rumene le protagoniste della serata, grazie alle vittorie della Ivan nel miglio in 4:21.38, della Keszeg nei 3000 in 8: 57.10 davanti a un’ottima Roberta Brunet (8:58.19) e della Ilcu nel lungo con 6,78. Negli 800 la tedesca est Wodars ottuiene 1:58.28 impedendo alla Beclea (1:58.94) di regalare il pokerissimo di successi alla sua Nazione.

 

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