|
|
1992: Di Napoli ci ha preso gusto
Sono 46 mila gli spettatori che preferiscono trascorrere una serata sugli spalti dell’Olimpico alle mille altre attrazioni che la Roma estiva notturna può proporre. E nessuno di loro alla fine si pente della scelta fatta, perché il Golden Gala concentra in poco tempo il meglio dell’atletica mondiale, un condensato di quello che di lì a poco si vedrà alle Olimpiadi di Barcellona. E’ soprattutto il mezzofondo a entusiasmare perché gli azzurri sono all’acme della loro forma e del loro splendore e si fanno valere contro tutto e tutti. Negli 800 spunta il nome di Andrea Benvenuti, che si prende il lusso di vincere in 1:45.36, terzo tempo mai raggiunto in Italia neanche troppo lontano dal record di Fiasconaro. Nei 1500 Di Napoli bissa la vittoria dell’anno prima ma stavolta dà scacco matto addirittura all’algerino Morceli, favorito dei Giochi, che rimane staccato di oltre un secondo. Nei 5000 Antibo è autore di una volata imperiosa nella quale inghiotte avversari su avversari, gli resta davanti solo il britannico Hamer, ma con 13:10.08 firma una prestazione cronometrica di assoluto rilievo. Nei 3000 siepi si rivede Lambruschini, che s’infila da par suo nella nuvola di corridori keniani e s’inchina al solo Matthew Birir, chiudendo però in 8:13.38, tempo che lascia ben sperare.
La sorpresa della serata è l’interruzione dell’imbattibilità di Michael Johnson, 29 vittorie consecutive prima di trovarsi di fronte a Fredericks che lo batte in 20.23 dopo essere stato terzo nei 100 vinti dal britannico Christie in 10.11. In un mare di prestazioni di rilievo, altre stelle di prima grandezza finiscono nelle parti basse del tabellone dei meriti, pur vincendo: Bubka fa sua l’asta con 5,85 lasciando suo fratello Vassily a 20 cm; Sotomayor trionfa nell’alto con 2,31, Astapkovich vince nel martello con 81,23. Oltretutto è l’ultima volta che tutti i sovietici gareggiano insieme sono la denominazione Comunità Stati Indipendenti: la frantumazione politica c’è già stata, quella sportiva è imminente.
Le ex sovietiche fanno man bassa di vittorie in campo femminile: la Malchugina sui 200 (22.69), la Nazarova sui 400 (50.11), la Narozhilenko nei 100hs (12.42), la Shikolenko nel giavellotto (69,34). Ma il pubblico è tutto per la Drechsler, che vince il lungo arrivando a 7,06: chi ha scelto la tribuna Tevere per gustarsi i voli della bionda tedesca non se ne è assolutamente pentito…

|
|