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Questa volta, sembrerà strano, il protagonista è un corridore che corre la serie B dei 100 metri. Ma basta il suo nome per far capire che la star indiscussa è lui: Carl Lewis. Il “figlio del vento” sceglie una prova meno impegnativa del confronto con il suo amico Burrell e nella serie inferiore si confronta con Fredericks, precedendolo in 10.14. Burrell nell’altra fa meglio, 10.06, ma è chiaro che il pubblico e gli addetti ai lavori sono tutti per Lewis che, da buon prim’attore, si concede di buon grado regalando un ottimo spot promozionale per l’atletica tutta.
Sono oltre 40 mila gli spettatori che si presentano sugli spalti dell’Olimpico nella prima decade di giugno e le prestazioni tecniche di rilievo non mancano come anche gli italiani capaci di mettersi in evidenza: negli 800 Benvenuti corre in 1:44.96 ma dee inchinarsi al finale dello specialista americano dei meeting Gray (1:43.73). Nei 1500 Giuseppe D’Urso impressiona limando 6 secondi al suo personale e finendo secondo alle spalle del burundiano d’Italia Venuste Nyongabo (3:35.10 per l’africano, 3:36.03 per l’italiano). Splendida la gara dei 400 vinti dal keniano di stanza a Brescia Samson Kitur nel suo nuovo record di 44.32, sufficiente per battere, anzi distruggere il primatista mondiale Reynolds (45.18). Ancora un secondo posto per Lambruschini nei 3000 siepi, questa volta alle spalle dell’ennesimo keniano, Barngentuny (8:17.06).
Anche i concorsi regalano emozioni: nell’alto maschile il cubano Sotomayor è l’unico ad andare oltere i 2,37 battendo il norvegese Hoen, mentre nel lungo femminile la Drechsler si ripete e va come l’anno prima oltre i 7 metri (7,01). Grande battaglia fra ex sovietici nel martello, alla fine la spinta il bielorusso Astapkovich con 83,14. Nel peso ben quattro atleti oltre i 20 metri (vince l’americano Toth con 21,01) e Dal Soglio che finisce vicino alla fettuccia ma resta quinto con 19,86.

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