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Il Golden Gala rimane ancorato alla data dell’8 giugno e viene premiato da una serata eccezionale, illuminata dal fantastico record mondiale dei 5000 confezionato dai keniani. Alla fine il primato va a premiare Moses Kiptanui, che dopo una carriera stratosferica sui 3000 siepi dimostra di essere mezzofondista a tutto tondo.Il campione africano ferma i cronometri sul tempo di 12:55.30 precedendo di poco ilo giovanissimo Daniel Komen, 12:56.15 e l’etiope Worku 12:57.23. E’ la gara più grande della storia sulla distanza, solo il fatto di esserci è un gran titolo di pregio, da raccontare ai posteri.
Gli 800 sono una distanza che porta decisamente bene ai colori italiani: questa volta gli azzurri fanno addirittura doppietta, nel senso che si aggiudicano entrambe le serie. D’Urso vince in quella B, la più importante, in 1:46.18 davanti al keniano Malakwen e al tedesco Motchebon ma a impressionare è Andrea Giocondi, atleta di casa a Roma, delle Fiamme Gialle, che vince nella serie A in 1:44.85 e porta Chiavarini a correre in 1:45.05. Il mezzofondo come tradizione, 5000 a parte, regala sempre gare che provocano il terremoto nelle graduatorie stagionali. Nei 3000 siepi vince il keniano Kosgei in 8:07.47 davanti alla solita pletora di connazionali. Nei 2000 Niyongabo chiude in 4:54.02 davanti al qataregno Suleiman (4:55.57).
Fredericks ha proprio un rapporto privilegiato con Roma. I 200 sono sempre suoi, questa volta gli basta un semplice 20.42 per avere ragione del bahamense Tynes. Meglio i 100 che vanno al nigeriano Ezinwa, che in 10.10 sorprende il britannico Christie. Fra le donne arriva l’altra vittoria tutta italiana: è il primo successo da italiana di Fiona May, con 6,74. Ma la signora Iapichino non è l’unica a iscrivere il suo nome nell’albo d’oro delo Golden Gala per due Nazioni diverse: lo fa anche Galina Astafei, che dopo aver vinto da rumena lo fa anche da tedesca valicando l’asticella dell’alto posta a 2 metri esatti.

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