|
|
1996: La magica pista dei 5000 metri
Per esigenze di calendario, incentrato sui Giochi di Atlanta, il Golden Gala si sposta a inizio giugno, fungendo da apertura europea della stagione. Un’apertura in grande stile, con tanti risultati importanti e soprattutto con una pattuglia italiana che fa impazzire i 48.500 spettatori presenti. Sono soprattutto gli 800 ad esaltare: una gara nella quale si corre veloce, tanto che sono in 10 a scendere sotto l’1:46. Ma l’entusiasmo è scatenato da Giuseppe D’Urso, che imbocca il rettilineo finale per settimo e in pochi secondi ingoia tutti coloro che gli sono davanti per vincere in 1:43.l95, quarto italiano di sempre a scendere sotto l’44. Alle sue spalle finiscono il marocchino Haida e il keniano Kiptoo mentre ottengono tempi di valore anche Giocondi, Longo e Benvenuti.
Quella di D’Urso non è l’unica vittoria italiana: nei 3000 siepi Lambruschini riesce nuovamente a battere i keniani, anche se va detto che non sono la prima scelta (i migliori hanno rinunciato al viaggio per preparare i Trials preolimpici). Quel che impressiona è l’autorità dell’atleta di Fucecchio, che questa volta conduce una gara praticamente in solitudine chiudendo nel notevole tempo di 8:11.76 ma soprattutto con quasi 3 secondi di vantaggio sul keniano Kandie. E le buone notizie per i colori italiani non finiscono qui, perché nei 5000 femminili Maria Guida, pur quarta nella prova vinta in 14:54.75 dall’irlandese O’Sullivan, ottiene con 14:58.84 il nuovo record italiano. Il pubblico poi si esalta per la rimonta sul rettilineo finale di Fabrizio Mori nei 400hs: il finanziere livornese ottiene con 48.47 il secondo posto dietro il gigantesco zambiano Matete (48.16). Non va infine dimenticato il secondo posto di Dal Soglio nel peso, con 20,22 dietro il tedesco Buder (20,30).
Il meeting romano vive una serata magica anche in altre specialità: la volata dei 100 metri è un urlo continuo, poco superiore ai 10 secondi. Vince l’americano Mitchell, che in 10.05 batte il britannico Christie e il nigeriano Adeniken (10.10). Nel triplo la cavalletta britannica Edwards atterra a 17,55, nei 100hs femminili la Narozhilenko, ora svedese e sposata Engqvist, vince in 12.62. ma la gara più esaltante dell’i8ntera serata sono i 5000 maschili, con quattro uomini sotto i 13 minuti e il marocchino Hissou che con 12:50.80 ottiene la seconda prestazione di sempre. La pista dell’Olimpico è un tempio per la distanza: su 11 tempi ottenuti sotto il fatidico muro, ben otto sono stati ottenuti a Roma.

|
|