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1997: Mori, un rettilineo di gloria
Un Golden Gala più forte della pioggia. Più forte perché non è stata capace di tenere lontano il pubblico, stimato in almeno 30 mila persone, più forte anche perché a dispetto di una pista praticamente allagata, per non parlare delle pedane, sono arrivate ugualmente grandi prestazioni. A cominciare dalla gara per eccellenza, i 5000, dove ancora una volta si è scesi sotto i 13 minuti. Questa volta sono stati il keniano Komen e il marocchino Hissou a riuscire nell’impresa al termine di una sfida entusiasmante ed incerta che alla fine si è risolta a favore del corridore di colore in 12:48.98, terza prestazione mondiale di sempre. Ma che, in quelle condizioni atmosferiche (99% di umidità), vale quanto un record mondiale.
La gara dei 400hs è qualcosa che rimarrà nella storia del Golden Gala. Tutti puntano le proprie fiches sull’americano Bronson, invece sul rettilineo finale la rimonta leggera ma veemente di Fabrizio Mori culmina con la sua vittoria in 48.34, a un solo centesimo dal record italiano e con l’americano a quasi mezzo secondo, mentre altre stelle come Diagana e Matete sono lontani anni luce. A tenere compagnia a Mori nelle prime pagine dei giornali è Andrea Longo, che a dispetto della pioggia tiene il passo del danese Kipketer primo in un fantastico 1:43.54) e del cubano Tellez per firmare con 1:44.40 una prestazione internazionale di sicuro valore e il quinto tempo all time in Italia.
Il pessimo clima accresce il valore di alcune prestazioni tecniche, com l’8,48 del giamaicano Beckford e del cubano Pedroso nel lungo o il 20,91 dell’ucraino Bagach nel peso. Del cattivo tempo ne risentono soprattutto i velocisti: i 100 vanno al nigeriano Obikwelu in 10.15, i 200 al “solito” Fredericks in 20.24. Piace, e molto, il marocchino El Guerrouj nei 1500: vince in 3:30.59 e lascia intendere che il futuro sarà tutto suo. Fra le donne grande 800 per la cubana Quirot, 1:58.70 e sorpresa per la Ottey, che affonda nei 200 chiudendo oltre i 23 secondi nella gara vinta in 22.79 dalla russa Trandenkova. Evidentemente la pioggia le è proprio indigesta…

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