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2001: La stella è… un cavallo
Il meeting romano apre la Golden League in una calda serata di fine giugno che non regala grandi prestazioni cronometriche, quelle degne di rimanere negli annali e soprattutto nella mente degli appassionati, anche se di gare interessanti cene sono, eccome. Tra le stelle della serata però questa volta c’è un cavallo, anzi “il” cavallo, Varenne, che fa un giro d’onore sulla pista dell’Olimpico. Il cavallo più veloce con l’uomo più veloce, Maurice Greene, l’americano che sui 100 metri dà spettacolo ottenendo un valido 10.01 (soprattutto in base alle condizioni climatiche della serata) precedendo il connazionale Tim Montgomery e il nigeriano Francis Obikwelu. E’ la velocità questa volta il settore che più affascina: Marion Jones per certi versi fa anche meglio di Greene, aggiudicandosi i 100 femminili in 10.96 davanti alla bahamense Sturrup e all’altra americana Gaines.
Mori ci prova, con coraggio e sfrontatezza, a tornare sul gradino più alto del podio. La gara dei 400hs è entusiasmante ma la rimonta consueta del livornese questa volta non è premiata dal massimo risultato. Il portacolori delle Fiamme Gialle si ferma a 3 centesimi dalla vittoria, andata all’americano Carter in 48.51. Seconda è anche Fiona May, che con 6,67 finisce alle spalle della russa Kotova (6,78). Negli 800 Longo è solamente settimo in 1:45.35, eppure il doppio giro di pista è la gara che entusiasma di più: lo svizzero André Bucher contiene il veemente finale del russo Yuriy Borzakowskiy e alla fine è solo un centesimo a dividerli, 1:44.01 per l’elvetico vincitore.
Fa un po’ malinconia vedere le gare di mezzofondo ormai senza italiani nelle prime posizioni. Nel miglio El Guerrouj dà l’ennesima dimostrazione della sua superiorità vincendo in 3:44.95, un’eternità davanti al keniano Lagat. Nei 5000 solita sequenza di corridori africani che abbattono il muro dei 13 minuti, uno spauracchio che ormai non fa quasi più paura a nessuno. Vince l’etiope Mekonnen in 12:58.57 davanti ai keniani Limo e Kipketer. Nei 3000 femminili sorprende la netta battuta d’arresto della campionessa olimpica Szabo (Rom) schiacciata dalle russe che monopolizzano il podio con la vittoria per la discussa Yegorova in 8:23.96. E a proposito di russe, nell’asta vinta con 4,72 dall’americana Dragila, al terzo posto con 4,42 si piazza una giovanissima ragazza di Volgograd. Si chiama Yelena Isinbayeva e aspira al ruolo di zarina…

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