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2002: Sogni in frantumi per tre campioni
Il Golden Gala si sposta a metà luglio, come terza tappa e non più prima della Golden League, e i benefici sono evidenti. Roma accoglie un’edizione sontuosa del meeting, con 23 campioni olimpici in carica e 27 mondiali, una sorta di concentrato del meglio dell’atletica planetaria in poco più di tre ore. I record non arrivano ma poco importa, perché lo spettacolo non manca. Soprattutto grazie alle frecce della velocità: la gara maschile dei 100 metri è di quelle che non si dimenticano. La tensione si taglia a fette, tanto che prima del via si verificano ben quattro false partenze. Quando tutto fila liscio, però, la gara è impressionante per la potenza erogata dai muscoli dei protagonisti. Il cronometro regala un “ooh” di stupore: 9.89 per il grande Maurice Greene ma anche Montgomery sotto i 10 secondi (9.94). Non deldue neanche Marion Jones, che vince i 100 in 10.89 lasciando lontane tutte le avversarie.
El Guerrouj sognava l’ennesimo record sulla pista che più ama, ma questa volta l’afa romana è troppa anche per lui. Il marocchino vince il miglio senza riuscire a migliorarsi: 3:48.28 dice il cronometro con vittoria comunque senza problemi di fronte all’ennesimo keniano, Chirchir. Per essere a Roma aveva anche rinunciato allo speciale invito di nozze del re del Marocco, si capisce bene perché a fine gara fosse ammusato. Un’altra gara di eccezionale livello sono i 400hs, dove il campione del mondo dominicano Felix Sanchez mostra tutta la sua classe chiudendo in 47.73. Qui si rivede Mori, che chiude al terzo posto in 48.23, pur sempre tempo di grande valore soprattutto in chiave continentale.
Prima della tappa romana sono otto gli atleti ancora in corsa per il jackpot da un milione di dollari. Roma assottiglia il gruppo dei pretendenti, escludendo la rumena Szabo, sconfitta nei 5000 dalla stagionata keniana Masai e dall’etiope Adere ma soprattutto, a suo dire, da un gatto nero che le ha attraversato la strada al suo ingresso all’Olimpico; anche il britannico Jonathan Edwards incappa in una serata negativa epur saltando nel triplo 17,25 vede sfuggirgli la vittoria andata all’americano Davis (17,33). Perde il treno anche Benjamin Limo, il keniano specialista dei 5000 metri andati al vecchio marpione marocchino Salah Hissou.
In casa italiana, detto del beniamino Mori, il miglior risultato tecnico in termini sia di piazzamento che di misura è della cubana naturalizzata Magdelin Martinez, che nel triplo giunge al secondo posto con 14,36, dietro la cinese Huang con 14,47. Di grande livello anche la gara dei 400 femminili, vinta dalla messicana Guevara in 49.51 davanti alla giamaicana Fenton (49.82). E nei 200 maschili indovinate chi vince? Proprio lui, Frankie Fredericks che a 11 anni dalla sua prima vittoria all’Olimpico è ancora capace di correre in 19.99. Giù il cappello…

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